Tu sei qui: CronacaUdine, sgominata banda che truffava sul Superbonus edilizio
Inserito da (Redazione Nazionale), domenica 13 agosto 2023 14:03:56
Il Superbonus 110% è stata un'altra legge croce e delizia: a quelli i più fortunati quelli che sono riusciti a concludere tutto l'iter necessario dalla A alla Z, si affiancano quelli che non sono riusciti ad accedere al bonus (visto anche i cambi di modalità operativa cui accedere dopo il cambio voluto dal nuovo governo Meloni) o, peggio, quelli truffati.
Tra i truffati ci sono diversi condomini di Udine vittima di un'organizzazione che aveva messo in piedi un vero e proprio modus operandi per truffare sul Superbonus.
L'organizzazione era semplice: una società edilizia con due responsabili, e poi un commercialista e un ingegnere ed un meccanismo altrettanto semplice: i costruttori procacciavano i clienti e i professionisti assicuravano rispettivamente l'apposizione dei visti di conformità e l'asseverazione dei presunti lavori.
All'apparenza era tutto perfettamente nella norma.
Le vittime accertate - per il momento - sono 500 con soldi intascati indebitamente che superano i 5 milioni di Euro.
Quando i vari condomini che avevano versato le caparre dovute hanno visto come i lavori non procedessero per nulla si sono fatte sentire reclamando il regolare svolgimento dei lavori regolarmente pagati anche se non era stato aperto solo qualche sparuto cantiere, quasi sempre lasciato deserto.
A quel punto sono scese in campo le Fiamme Gialle che, nell'ambito dell'operazione dall'emblematico nome "Ghost Works", hanno accertato i fatti e denunciato il quartetto per i reati di truffa ai danni dello Stato, falso in atto pubblico ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Gli stessi finanzieri hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla successiva confisca, per il valore di circa 1,6 milioni di euro, emesso dal Gip del locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo friulano, che ha coordinato le attività investigative.
La misura cautelare ha riguardato il sequestro preventivo di una somma in denaro per circa 600 mila euro (quale profitto del reato) presente sui conti correnti bancari nella disponibilità della società e degli indagati.
Inoltre, sono state sottoposte a sequestro quote di crediti d'imposta inesistenti ma ancora giacenti nei cassetti fiscali della stessa società attraverso cui è stata consumata la frode e di 5 cessionari, che avevano acquistato i crediti in buona fede, per oltre 1 milione di euro.
Fonte foto: Foto diTalpadaPixabay e Foto diHands off my tags! Michael GaidadaPixabay
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